LILIANA STRACUZZI - COMMITTENZA E INTERPRETAZIONE Dalle catacombe al Gotico
La nascita di questo progetto, che inizia in quest’anno 2016 (e che dovrebbe continuare negli anni successivi), nasce da una constatazione emersa in un’esperienza recente: pur occupandosi di un’opera d’arte, capita che non si tenga nel dovuto conto il rapporto tra chi commissiona tale opera e l’artista che la esegue sulla base del suo gusto e della sua personalità, talora accogliendo i suggerimenti, talora seguendoli parzialmente, talora trovando il modo di interpretarli liberamente. Non bisogna però dimenticare che, se l’opera in questione appartiene al genere dell’arte sacra (soprattutto se antica), può capitare che il nome del committente non risulti o, se tramandato, non identifichi con certezza qualcuno che si occupi direttamente di tale opera, ma - potremmo dire - di un “mandante” della stessa - e accade, peraltro spesso, che anche i nomi degli artisti non siano sicuri e documentati.
È proprio allora che la cosa si fa interessante, perché comunque quel rapporto è esistito e cercare di ricostruirlo (o addirittura di “costruirlo”) diventa un’avventura. Una tentazione irrefrenabile! Da dove cominciare?
Dalle “Madonne” e dai “Cristi”, mi sono detta, che accompagnano qualunque studioso di arte, iscritte/i nella loro iconografia come certezze scontate. E invece no: nonostante i duemila anni (e più) dal sorgere delle immagini sacre, nulla è davvero scontato e nessuna opera che ancora oggi ammiriamo nella sua qualità artistica è solo un volto o una scena fissati dalle convenzioni della COMMITTENZA per antonomasia, quella della Chiesa. Tanto più che Chiesa è parola dai molti aspetti a seconda del tempo e dello spazio, cioè della storia. Già, bisognava proprio stare nella Storia e cominciare dalle origini, proprio dalla prima Madonna che ci è stata consegnata da quel lontanissimo passato in cui, per la prima volta, essa è stata rappresentata – a fresco – su una volta. Proprio così: bisognava partire dalle catacombe.
Ed ecco il sotto-titolo di questo primo incontro: “Dalle catacombe al Gotico”. Perché poi proprio al Gotico? Perché dalla “semplicità” di quella prima Madonna avrei voluto giungere alla più eccelsa della maestosità: le “Maestà” appunto. Un’ambizione sfrenata, che cammin facendo, si è scontrata con un altro aspetto cogente del mio carattere: l’intransigenza nei confronti dei “dati della ricerca”, il rigore con cui ritengo essi vadano rispettati. La quantità dei “materiali” ingigantiva giorno dopo giorno e, per quanto agissi con l’accetta per sfoltirli, l’impresa si faceva insostenibile. In qualche notte da incubo viluppi di scene sacre di generi vari, di cattedrali, colonne, capitelli, portali romanici e gotici pieni di mostri hanno cercato di tramortirmi.
Ma tagliare e cambiare il sotto-titolo (che rendeva meno criptico il titolo) continuava ad apparirmi disdicevole. Una soluzione andava trovata e spero che quella scelta non vi dispiaccia. Anche così sono sempre quasi mille anni di storia e il titolo, nel suo insieme, non è stato tradito.
Liliana Stracuzzi
Altre date
- 2016-02-14 17:00
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